Violet Jessop

Da Wikipedia, l'enciclopedia libera.
Vai alla navigazione Vai alla ricerca
Violet Constance Jessop in divisa da infermiera

Violet Constance Jessop (Bahía Blanca, 2 ottobre 1887Great Ashfield, 5 maggio 1971) è stata un'infermiera e cameriera di cabina britannica di origine argentina, nota per essere sopravvissuta a tre famosi incidenti navali degli anni 1910 che coinvolsero tre navi gemelle, quelle della classe Olympic della compagnia navale White Star Line: l'incidente nel 1911 dell'Olympic, che coinvolse anche un incrociatore della marina britannica, l'affondamento del Titanic nel 1912, sul quale lavorava come assistente di bordo, e l'affondamento del Britannic nel 1916, sul quale prestava servizio come infermiera[1][2].

Violet Constance Jessop nacque vicino a Buenos Aires da genitori emigrati dall'Irlanda, William e Katherine Jessop[3]. Fu la prima di nove figli e visse nella pampa argentina vicino a Bahía Blanca fino alla morte del padre, avvenuta quando lei era adolescente. Durante l'infanzia contrasse la tubercolosi e, nonostante le previsioni infauste, ne guarì. Suo padre era un allevatore di pecore e fino alla sua morte le condizioni economiche della famiglia furono dignitose, ma dopo la sua perdita lei e i cinque fratelli minori andarono in Inghilterra insieme alla madre.

Violet fu educata in un convento, ma abbandonò la scuola quando la salute della madre iniziò a decadere, rendendole necessario trovarsi un'occupazione. Iniziò a lavorare come cameriera sulle navi e, nel 1908, a 21 anni, trovò lavoro dapprima presso la Royal Mail Line e successivamente presso la White Star Line.

Come cameriera per la White Star, si imbarcò sull'Olympic, sul quale si trovava quando entrò in collisione nel canale del Solent con l'incrociatore HMS Hawke il 20 settembre 1911; successivamente venne trasferita sul Titanic[1][4].

Quest'ultima occupazione però non era gradita alla ragazza, a causa della clientela esigente che navigava sulle rotte nell'Atlantico settentrionale e delle difficili condizioni meteorologiche che esse attraversavano. Accettò dietro le insistenze di amici, nonostante i turni di lavoro pesanti (17 ore al giorno per 3 sterline e 10 scellini al mese). Si presentò in servizio al molo di attracco del Titanic a Southampton alle 6 del mattino del 10 aprile 1912; la nave sarebbe partita per il suo viaggio inaugurale circa sei ore dopo, per poi affondare colpendo un iceberg in pieno Oceano Atlantico dopo quattro giorni di navigazione.

Successivamente al disastro del Titanic, al quale sopravvisse riuscendo ad imbarcarsi su una delle lance di salvataggio, fu assunta sul Britannic, svolgendo il ruolo di infermiera sulla nave convertita in ospedale militare prima che potesse iniziare il servizio di linea, in quanto nel mentre era scoppiata la prima guerra mondiale. Era a bordo del Britannic quando anch'esso affondò, a causa della falla prodotta dall'esplosione di una mina piazzata da un U-Boot tedesco al largo nel mar Egeo, il 21 novembre 1916[1].

La Jessop scrisse, nel 1934, le sue memorie riguardo ai disastri ai quali sopravvisse. Sono state ritrovate e pubblicate nel 1998 in un libro intitolato Titanic Survivor: The Newly Discovered Memoirs of Violet Jessup, Who Survived Both the Titanic and Britannic Disasters. Anche il documentario La Maledizione del Titanic di John Chatterton e Richie Kohler andato in onda su History Channel il 6 dicembre 2008 ha citato la storia di Violet Jessop.

Il fatto che la Jessop sopravvisse a tutti e tre gli incidenti dei grossi piroscafi della White Star Line e i suoi 40 anni passati in mare ne hanno fatto un caso particolare, portandola ad essere chiamata con il soprannome "Miss Unsinkable" (letteralmente "signorina inaffondabile").

Morì di insufficienza cardiaca il 5 maggio 1971, all'età di 83 anni ed oggi riposa nel cimitero di Hartest, nel Suffolk[5][6].

  1. ^ a b c (EN) Duane Damon, Angel of the White Star Violet Jessop, in Cobblestone, vol. 33, aprile 2012, p. 16.
  2. ^ (EN) David A. Kaplan e Anne Underwood, The iceberg cometh, in Newsweek, vol. 128, 25 ottobre 1996.
  3. ^ (EN) Violet Jessop Biography, su biography.com, A&E Television Networks. URL consultato il 9 settembre 2019 (archiviato dall'url originale il 7 ottobre 2018).
  4. ^ (EN) Emily Upton, The woman who survived all three disasters aboard the sister ships: The Titanic, Britannic, and Olympic, su Today I Found Out.com, 28 gennaio 2014. URL consultato il 9 settembre 2019.
  5. ^ (EN) Violet Jessop, Titanic Survivor, Sheridan House, 4 aprile 2012, p. 224, ISBN 978-1-4617-4032-2.
  6. ^ (EN) Stephen Wynn e Tanya Wynn, Women in the Great War, Pen & Sword Books Limited, 31 maggio 2017, p. 87, ISBN 978-1-4738-6542-6.
  • (EN) Hugh Brewster e Laurie Coulter, 882 ½ amazing answers to your questions about the Titanic, Madison Press Book, 1998, ISBN 0-590-18730-9.

Voci correlate

[modifica | modifica wikitesto]

Altri progetti

[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni

[modifica | modifica wikitesto]
Controllo di autoritàVIAF (EN75597227 · ISNI (EN0000 0000 3444 0670 · LCCN (ENn97034778 · GND (DE1229702504